Evidence-based
Integrazione mirata: quando serve, e quando è solo spesa.
La maggior parte degli integratori non cambia nulla. Alcuni, nel contesto giusto, fanno la differenza. La differenza tra i due casi non la fa l'etichetta: la fanno i tuoi esami, la tua dieta reale e il carico di allenamento.
Il metodo
Prima i dati, poi l'integratore
L'integrazione è l'ultimo passo di un ragionamento, non il primo acquisto. Quattro cose vengono guardate prima:
- Gli esami del sangue: prima di aggiungere qualcosa, si guarda cosa manca davvero (ferro, vitamina D, B12, assetto tiroideo, marker infiammatori)
- La dieta reale, non quella dichiarata: molte carenze si chiudono col piatto, e costano meno di qualsiasi barattolo
- Il carico di allenamento: chi si allena molto ha fabbisogni diversi da chi si allena due volte a settimana
- Le terapie in corso: interazioni e tempi di assunzione vanno valutati insieme al medico curante
Come leggo le evidenze
Tre livelli, non mille promesse
Uso lo stesso criterio con cui gli istituti di medicina dello sport classificano gli aiuti ergogenici: quanto sono solidi i dati, e in quale contesto valgono.
Evidenza solida
Poche sostanze, molto studiate: creatina monoidrato, proteine in polvere come alimento pratico, caffeina per la performance, vitamina D e omega-3 quando esami e dieta lo giustificano. Gli intervalli riportati in letteratura sono un riferimento, non una prescrizione: la scelta è individuale.
Evidenza contesto-dipendente
Utili in situazioni specifiche (fasi di carico, restrizioni alimentari, periodi di stress fisico intenso) e inutili fuori da quelle: qui la differenza la fa il contesto, non il marketing.
Evidenza scarsa o assente
La maggior parte di ciò che si trova sugli scaffali: promesse forti, studi deboli. Se un prodotto ha bisogno di un claim clamoroso per convincerti, di solito è perché i dati non bastano.
Trasparenza
Cosa non faccio
- Non prescrivo farmaci e non sostituisco la terapia del medico
- Non consiglio marchi, non vendo prodotti e non ho affiliazioni commerciali
- Non uso protocolli standard uguali per tutti: senza esami e senza dieta reale, l'integrazione è un tiro a indovinare
- Non prometto risultati che dipendono da alimentazione, allenamento e sonno: l'integrazione è l'ultimo 5%, non il primo
Come entra nel percorso
In visita si guardano esami, dieta reale e allenamento. Se un'integrazione ha senso, entra nel piano con una motivazione scritta e una scadenza di verifica: ai controlli si valuta se ha fatto quello che doveva, e se serve ancora. Vale per la ricomposizione, per la massa e per la performance come per i percorsi clinici.
Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere medico. L'integrazione viene valutata caso per caso, in coerenza con terapie in corso e condizioni cliniche.
Smetti di comprare a caso.
Portiamo i tuoi esami in visita e decidiamo insieme cosa serve davvero — e cosa puoi togliere dal carrello.