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Nutrizione clinica

Omega-3 EPA/DHA: quale rapporto conta davvero e a quali dosi

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Dott. Daniele Gabrovec

Biologo Nutrizionista

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Omega-3 EPA/DHA: cosa dice la ricerca nel 2026

Gli omega-3 sono tra gli integratori più prescritti al mondo, ma la confusione regna sovrana: molti prodotti in farmacia contengono dosi sottoterapeutiche, rapporti EPA/DHA casuali, forme scarsamente biodisponibili.

Vediamo cosa dice la letteratura su dosi, rapporti e scelta del prodotto.

EPA e DHA non sono intercambiabili

Sono entrambi omega-3 a catena lunga, ma hanno funzioni parzialmente distinte:

  • EPA (acido eicosapentaenoico): prevalentemente antinfiammatorio, produce mediatori lipidici (resolvine E, protectine) con azione pro-risolutiva
  • DHA (acido docosaesaenoico): costituente strutturale delle membrane neuronali e retiniche, critico per funzione cerebrale e visione
Per questo, le indicazioni cliniche richiedono rapporti diversi: ipertrigliceridemia e cardiovascolare → prevalenza EPA; gravidanza, funzione cognitiva e neurologia → prevalenza DHA.

L'Omega-3 Index

L'Omega-3 Index è la percentuale di EPA+DHA sulla membrana dei globuli rossi, un marker che riflette l'assetto omega-3 dei tessuti a 3-4 mesi. Valori > 8% sono associati a riduzione del rischio cardiovascolare e di mortalità totale (Harris & Von Schacky, 2004; PMID: 15208005).

Nella popolazione italiana medio-occidentale, l'Omega-3 Index medio è tra 4% e 6% — ampiamente subottimale. È l'esame che prescrivo più frequentemente per documentare un deficit reale e personalizzare la dose.

Le dosi evidence-based

  • Prevenzione generale: 1-2 g/die di EPA+DHA
  • Ipertrigliceridemia: 2-4 g/die (EPA-prevalente)
  • Disturbi dell'umore: 1-2 g/die con rapporto EPA:DHA ≥ 2:1
  • Artrite reumatoide e malattie infiammatorie: 2,7-3 g/die
  • Gravidanza e allattamento: almeno 200-500 mg/die di DHA
  • Recupero da trauma cerebrale, supporto neurologico: 2-4 g/die con buona quota di DHA
Lo studio REDUCE-IT (Bhatt et al., 2019; PMID: 30415628) ha mostrato che 4 g/die di EPA puro (icosapent etile) in pazienti con ipertrigliceridemia e malattia cardiovascolare riduce gli eventi cardiovascolari maggiori del 25%. Un dato notevole per un integratore.

Qualità del prodotto

I criteri per un buon omega-3 sono:

  • Forma: trigliceridi ri-esterificati (rTG) o trigliceridi naturali (TG) > esteri etilici (EE) per biodisponibilità
  • Purezza: certificazioni IFOS o GOED 5 stelle, garanzia di basso contenuto di mercurio, PCB, diossine
  • Rancidità: valori di perossidi e TOTOX bassi (PV < 5, TOTOX < 10)
  • Concentrazione: almeno 60-80% di omega-3 totali nella capsula
  • Fonte: piccoli pesci di acqua fredda (acciughe, sardine) > pesci grandi (ossidanti e metalli)
Diffidare di prodotti generici da supermercato che forniscono 300 mg di EPA+DHA per capsula a fronte di 1000 mg dichiarati sulla confezione (differenza tra olio totale e omega-3).

Timing e assunzione

Gli omega-3 sono liposolubili: vanno assunti ai pasti principali con presenza di grassi per massimizzare l'assorbimento (aumento fino al 300%). La distribuzione in 2-3 dosi al giorno migliora la tolleranza gastrointestinale.

Effetti collaterali e controindicazioni

A dosi > 3 g/die può verificarsi un lieve aumento del tempo di sanguinamento. Sconsigliata l'associazione con anticoagulanti orali senza supervisione medica. Rigurgito di pesce è frequente con prodotti di bassa qualità.

Conclusione

L'omega-3 non è uno di quegli integratori "provare per credere". È una molecola con fisiologia ben definita, dosi studiate, obiettivi clinici specifici. Prescriverlo senza documentare il deficit (Omega-3 Index) e senza definire il rapporto EPA/DHA appropriato è come prescrivere la vitamina D senza dosarla.

Bibliografia

1. Harris WS, Von Schacky C. The Omega-3 Index: a new risk factor for death from coronary heart disease?. Prev Med. 2004;39(1):212-20. PMID: 15208005
2. Bhatt DL, Steg PG, Miller M, et al. Cardiovascular Risk Reduction with Icosapent Ethyl for Hypertriglyceridemia. N Engl J Med. 2019;380(1):11-22. PMID: 30415628

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Dott. Gabrovec

Nutrizionista Clinico

Biologo Nutrizionista con 3 lauree scientifiche e specializzazione in biochimica ormonale, nutrizione clinica e ricomposizione corporea. Ideatore di MyDiet.

3 Lauree Scientifiche

2 Master Clinici USA

5.000+ Pazienti Seguiti

Il mio metodo clinico

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Disclaimer: Il contenuto di questo articolo ha esclusivamente scopo divulgativo ed informativo. Non costituisce parere medico o nutrizionale sostitutivo.