Nutrizione clinica
Nutrizione oncologica di supporto: cosa dice la scienza
Dott. Daniele Gabrovec
Biologo Nutrizionista
E'## Nutrizione oncologica: un supporto fondamentale
La nutrizione nel paziente oncologico è un tema di enorme importanza e, purtroppo, ancora spesso trascurato nella pratica clinica. La malnutrizione colpisce il 40-80% dei pazienti oncologici e contribuisce significativamente alla morbilità, alla ridotta risposta alle terapie e alla mortalità.
Come nutrizionista clinico, il mio ruolo nel supporto al paziente oncologico è chiaro: mantenere o migliorare lo stato nutrizionale per supportare le terapie, preservare la qualità di vita e favorire il recupero. Non si tratta di "curare il cancro con la dieta", ma di un supporto evidence-based che la scienza riconosce come fondamentale.
Perché la nutrizione è importante in oncologia
Il rischio di malnutrizione
La malnutrizione nel paziente oncologico è causata da:
- La malattia stessa: il tumore altera il metabolismo, aumentando il catabolismo proteico e il dispendio energetico
- Le terapie: chemioterapia, radioterapia e chirurgia possono causare nausea, vomito, mucositi, diarrea e alterazione del gusto
- Fattori psicologici: ansia, depressione e perdita di appetito
- Ostruzione meccanica: in tumori del tratto gastrointestinale
Le conseguenze della malnutrizione
- Ridotta tolleranza ai trattamenti: maggiori effetti collaterali e necessità di ridurre le dosi
- Immunodepressione: maggior rischio di infezioni
- Sarcopenia (perdita di massa muscolare): peggioramento della prognosi
- Peggiore qualità di vita
- Aumento della mortalità: la malnutrizione è un fattore prognostico indipendente
Screening e valutazione nutrizionale
Ogni paziente oncologico dovrebbe essere sottoposto a screening nutrizionale al momento della diagnosi e regolarmente durante il percorso terapeutico.
Strumenti utilizzati:
- PG-SGA (Patient-Generated Subjective Global Assessment): lo strumento gold standard in oncologia
- NRS-2002 (Nutritional Risk Screening)
- Valutazione della composizione corporea: la sarcopenia può essere presente anche in pazienti normopeso o sovrappeso
Fabbisogni nutrizionali nel paziente oncologico
Energia
Il fabbisogno energetico è generalmente di 25-30 kcal/kg/die, ma varia in base a:
- Tipo e stadio del tumore
- Tipo di trattamento
- Livello di attività fisica
- Stato nutrizionale di partenza
Proteine
Il fabbisogno proteico è aumentato rispetto alla popolazione sana:
- 1,2-1,5 g/kg/die nella maggior parte dei pazienti
- Fino a 2 g/kg/die in pazienti con grave sarcopenia o durante terapie intensive
- La leucina (aminoacido ramificato) è particolarmente importante per stimolare la sintesi proteica muscolare
Grassi
I grassi dovrebbero rappresentare il 25-35% dell'apporto calorico, con enfasi sugli omega-3 per le loro proprietà antinfiammatorie e anticachettiche.
Gestione degli effetti collaterali delle terapie
Nausea e vomito
- Pasti piccoli e frequenti: 5-6 mini-pasti al giorno
- Cibi secchi e facilmente digeribili: cracker, fette biscottate, riso
- Zenzero: evidenze di efficacia come antiemetico (1-2 g/die)
- Evitare odori forti: preferire cibi a temperatura ambiente
- Non forzare l'alimentazione durante le ore di nausea intensa
Mucosite orale
- Cibi morbidi e tiepidi: purè, creme, frullati
- Evitare cibi acidi, piccanti e caldi
- Integratori proteici liquidi se la masticazione è dolorosa
- Miele di Manuka: alcune evidenze di effetto lenitivo
Diarrea
- Idratazione abbondante con soluzioni reidratanti
- Riso, patate, banane, mele cotte: alimenti astringenti
- Limitare fibre insolubili e latticini temporaneamente
- Probiotici: alcune formulazioni specifiche hanno mostrato benefici nella diarrea da chemioterapia
Stipsi
- Aumentare fibre gradualmente (se tollerato)
- Idratazione abbondante
- Attività fisica anche leggera (camminata)
- Prugne, kiwi: lassativi naturali
Alterazione del gusto (disgeusia)
Colpisce fino al 70% dei pazienti in chemioterapia:
- Usare posate di plastica se si percepisce gusto metallico
- Marinare le carni con limone o aceto
- Provare nuovi alimenti e modalità di cottura
- Zinco: la supplementazione può migliorare la disgeusia
La cachessia neoplastica
La cachessia è una sindrome multifattoriale caratterizzata da perdita progressiva di massa muscolare con o senza perdita di massa grassa, non completamente reversibile con il supporto nutrizionale convenzionale.
Approccio multimodale
- Nutrizione ipercalorica e iperproteica: fondamentale ma spesso insufficiente da sola
- Omega-3 (EPA): 2 g/die di EPA hanno mostrato effetti positivi sulla cachessia in alcuni studi
- Esercizio fisico di resistenza: quando possibile, è il miglior stimolo per la sintesi proteica muscolare
- HMB (beta-idrossi-beta-metilbutirrato): 3 g/die, metabolita della leucina con proprietà anticataboliche
Miti da sfatare
"Lo zucchero nutre il tumore"
Uno dei miti più diffusi. Tutte le cellule del corpo utilizzano il glucosio, non solo quelle tumorali. Eliminare i carboidrati non affama il tumore ma può affamare il paziente. Una dieta equilibrata è sempre preferibile a una dieta estrema.
"Il digiuno cura il cancro"
Il digiuno intermittente e la restrizione calorica sono aree di ricerca attiva in oncologia, con risultati preliminari interessanti sulla chemiosensibilizzazione. Tuttavia, non ci sono evidenze sufficienti per raccomandare il digiuno come strategia terapeutica al di fuori di studi clinici controllati, soprattutto in pazienti a rischio di malnutrizione.
"Le diete alcaline prevengono il cancro"
Il pH del sangue è strettamente regolato dal corpo (7,35-7,45) e non è significativamente influenzato dalla dieta. Non ci sono evidenze che le diete alcaline prevengano o curino il cancro.
Nutrizione dopo il cancro: la sopravvivenza
Dopo la fase attiva delle terapie, la nutrizione rimane importante per:
- Ridurre il rischio di recidive: la dieta mediterranea è associata a minor rischio
- Gestire le sequele dei trattamenti: stanchezza, osteoporosi, neuropatia
- Mantenere un peso adeguato: sia il sovrappeso che il sottopeso sono fattori di rischio
Le raccomandazioni del World Cancer Research Fund per i sopravvissuti al cancro ricalcano quelle per la prevenzione primaria: dieta prevalentemente vegetale, limitazione di carni rosse e processate, moderazione nell'alcol, mantenimento di un peso sano.
Riferimenti scientifici
1. Arends J, et al. ESPEN guidelines on nutrition in cancer patients. Clin Nutr. 2017;36(1):11-48. PMID: 27637832
2. Muscaritoli M, et al. ESPEN practical guideline: Clinical Nutrition in cancer. Clin Nutr. 2021;40(5):2898-2913. PMID: 33946039
3. Prado CM, et al. Sarcopenia as a determinant of chemotherapy toxicity and time to tumor progression. Clin Cancer Res. 2009;15(8):2920-6. PMID: 19351764
4. World Cancer Research Fund. Diet, Nutrition, Physical Activity and Cancer: a Global Perspective. 2018.
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