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Nutrizione clinica

Nutrizione e malattie autoimmuni: cosa dice la scienza

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Dott. Daniele Gabrovec

Biologo Nutrizionista

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E'## Nutrizione e autoimmunità: un legame sempre più chiaro

Le malattie autoimmuni colpiscono circa il 5-8% della popolazione e la loro incidenza è in costante aumento nei paesi industrializzati. Questo aumento, troppo rapido per essere spiegato dalla sola genetica, suggerisce un ruolo importante dei fattori ambientali, tra cui l'alimentazione.

Come nutrizionista clinico, lavoro frequentemente con pazienti affetti da patologie autoimmuni (tiroidite di Hashimoto, artrite reumatoide, lupus, psoriasi, malattie infiammatorie intestinali) e posso confermare che un approccio nutrizionale mirato può fare una differenza significativa nella gestione dei sintomi.

Il triangolo dell'autoimmunità

Lo sviluppo di una malattia autoimmune richiede la convergenza di tre fattori:

1. Predisposizione genetica: necessaria ma non sufficiente
2. Trigger ambientale: infezioni, stress, tossine, alimenti
3. Permeabilità intestinale aumentata: il collegamento tra intestino e sistema immunitario

La nutrizione può influenzare sia il trigger ambientale che la permeabilità intestinale, rendendola un fattore modificabile di grande importanza.

L'intestino: il centro del sistema immunitario

Circa il 70% del sistema immunitario risiede nell'intestino (tessuto linfoide associato alla mucosa - GALT). La barriera intestinale ha il compito critico di:

  • Assorbire i nutrienti necessari
  • Bloccare patogeni, tossine e antigeni alimentari
  • Mantenere la tolleranza immunitaria verso il cibo e il microbiota commensale
Quando la barriera intestinale è compromessa ("leaky gut" o permeabilità intestinale aumentata), antigeni alimentari e batterici possono attraversarla, attivando il sistema immunitario e potenzialmente scatenando o alimentando risposte autoimmuni.

Strategie nutrizionali nelle malattie autoimmuni

1. Dieta antinfiammatoria

L'infiammazione cronica è il denominatore comune di tutte le malattie autoimmuni. L'approccio antinfiammatorio è la base di qualsiasi strategia nutrizionale:

Da aumentare:

  • Omega-3 (EPA e DHA): 2-4 g/die. Evidenze particolarmente forti nell'artrite reumatoide, dove possono ridurre il dolore e la rigidità articolare

  • Verdure colorate: polifenoli con azione immunomodulante

  • Olio extravergine d'oliva: l'oleocantale ha proprietà antinfiammatorie simili all'ibuprofene

  • Spezie: curcuma (con pepe nero per la biodisponibilità), zenzero, cannella

  • Tè verde: le catechine hanno proprietà immunomodulanti


Da ridurre:
  • Zuccheri semplici: stimolano l'infiammazione e alterano il microbiota

  • Grassi trans e saturi in eccesso: promuovono l'infiammazione

  • Alimenti ultra-processati: additivi (emulsionanti, dolcificanti artificiali) possono alterare la barriera intestinale

  • Eccesso di omega-6: rapporto omega-6/omega-3 ideale < 4:1 (nella dieta occidentale è spesso 15:1)


2. Supportare la barriera intestinale

  • Glutammina: aminoacido principale per le cellule intestinali. Dosi di 5-10 g/die possono supportare la funzione di barriera
  • Zinco: essenziale per l'integrità della mucosa intestinale. Dosi di 15-30 mg/die
  • Vitamina A: mantiene l'integrità delle mucose e modula la risposta immunitaria
  • Fibre prebiotiche: nutrono i batteri che producono butirrato, il principale "carburante" delle cellule del colon
  • Alimenti fermentati: supportano la diversità del microbiota

3. Vitamina D: l'immunomodulatore naturale

La vitamina D è probabilmente il nutriente più importante nel contesto delle malattie autoimmuni:

  • Ha un'azione immunomodulante: promuove la tolleranza immunitaria e riduce le risposte autoimmuni
  • La carenza di vitamina D è associata a un maggior rischio di quasi tutte le malattie autoimmuni
  • Lo studio VITAL ha mostrato che la supplementazione con vitamina D (2000 UI/die) riduce del 22% il rischio di sviluppare malattie autoimmuni
  • Il target sierico dovrebbe essere 40-60 ng/mL (spesso sono necessarie 2000-5000 UI/die)

4. La dieta di eliminazione: quando e come

Alcune malattie autoimmuni possono beneficiare dell'eliminazione temporanea di specifici alimenti:

Il protocollo autoimmune (AIP):
È una versione modificata della dieta paleo che elimina temporaneamente alimenti potenzialmente immunostimolanti:

  • Cereali (inclusi quelli senza glutine)

  • Legumi

  • Latticini

  • Uova

  • Solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate)

  • Frutta secca e semi

  • Caffeina e alcol

  • Dolcificanti artificiali


Dopo 30-60 giorni di eliminazione, si procede alla reintroduzione sistematica di un alimento alla volta, monitorando i sintomi.

La mia posizione sull'AIP:

  • Può essere utile in alcune condizioni, soprattutto malattie infiammatorie intestinali e artrite reumatoide

  • Deve essere temporaneo: la fase di eliminazione non dovrebbe durare più di 60-90 giorni

  • La reintroduzione è la fase più importante: l'obiettivo è identificare i trigger individuali, non mantenere una dieta restrittiva a vita

  • Deve essere supervisionato da un professionista per evitare carenze nutrizionali


5. Glutine e autoimmunità

Il ruolo del glutine nelle malattie autoimmuni è oggetto di dibattito:

  • Nella celiachia: l'eliminazione del glutine è terapeutica e obbligatoria
  • Nella tiroidite di Hashimoto: alcune evidenze suggeriscono benefici dall'eliminazione del glutine, soprattutto in pazienti con positività agli anticorpi anti-gliadina
  • In altre condizioni autoimmuni: le evidenze sono insufficienti per raccomandazioni generali

Nutrienti specifici per condizioni autoimmuni

Artrite reumatoide

  • Omega-3: 3-4 g/die di EPA+DHA
  • Dieta mediterranea: evidenze di riduzione dell'attività di malattia

Tiroidite di Hashimoto

  • Selenio: 200 μg/die per ridurre gli anticorpi anti-TPO
  • Vitamina D: target 40-60 ng/mL

Malattie infiammatorie intestinali

  • Dieta mediterranea o specifica (SCD, low-FODMAP in fase di remissione)
  • Curcumina come terapia aggiuntiva nella colite ulcerosa

Psoriasi

  • Omega-3, vitamina D, dieta antinfiammatoria
  • Perdita di peso se in sovrappeso (migliora la risposta alle terapie)

Riferimenti scientifici

1. Hahn J, et al. Vitamin D and marine omega 3 fatty acid supplementation and incident autoimmune disease: VITAL randomized controlled trial. BMJ. 2022;376:e066452. PMID: 35082139
2. Konijeti GG, et al. Efficacy of the Autoimmune Protocol Diet for Inflammatory Bowel Disease. Inflamm Bowel Dis. 2017;23(11):2054-2060. PMID: 28858071
3. Calder PC. Omega-3 fatty acids and inflammatory processes. Nutrients. 2010;2(3):355-374. PMID: 22254027
4. Fasano A. Leaky gut and autoimmune diseases. Clin Rev Allergy Immunol. 2012;42(1):71-78. PMID: 22109896

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Il contenuto di questo articolo è a scopo informativo e non sostituisce il parere medico o nutrizionale professionale.

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